Riserve oasi e parchi naturali dell’Abruzzo – (seconda parte)

Le riserve marine
Condividi

La parte Nord del litorale abruzzese, precisamente dalla zona di Martinsicuro a Silvi Marina, passando per Pescara sino ad arrivare a Francavilla al Mare e Lido Riccio di Ortona, è contraddistinta dalla presenza di larghe spiagge sabbiose. A sud il paesaggio invece, cambia del tutto: dalla parte di Ortona – località Punta Ferruccio e Ripari di Giobbe, a Casalbordino, passando per Vasto e San Salvo, la costa è piuttosto selvaggia, connotata da cale e spiagge, animate maggiormente da ciottoloni di pietre levigate e scolpite dall’immensità del mare e da una natura tipicamente mediterranea (cd. Costa dei Trabocchi). Su tale versante risaltano maestosamente alcune riserve naturali come: il Bosco di San Venanzio di Pollutri (Ch), Punta Aderci e Marina di Vasto, Lecceta di Torino di Sangro, Grotta delle Farfalle di Rocca San Giovanni, Punta dell’Acqua Bella e Ripari di Giobbe di Ortona, Pineta D’Annunziana a Pescara, l’Area Marina Torre di Cerrano tra Silvi e Pineto e Borsacchio a Roseto. La L.R. 30.03.2007, n. 5, nelle more della definizione del Parco Nazionale della Costa Teatina, la Regione Abruzzo ha istituito le Riserve di Punta dell’Acquabella e Ripari di Giobbe nel Comune di Ortona e Marina di Vasto nel Comune di Vasto, individuandole nel Sistema di Aree Protette della Costa Teatina, insieme alle riserve di Punta Aderci a Vasto (istituita con L.R. 20.02.1998, n.9) e di Lecceta a Torino di Sangro (istituita con L.R. 19.12.2001, n.67).

Il Sistema di Aree Protette della Costa Teatina si realizza anche per mezzo del collegamento funzionale delle aree protette attraverso il corridoio verde, quale obiettivo specifico di tutela e valorizzazione della costa, da realizzare sulle aree di sedime del tratto litoraneo del tracciato dismesso delle Ferrovie dello Stato, sulle stazioni e relative aree di pertinenza alle quali si applica il regime di protezione proprio delle riserve naturali istituite con la L.R. 5/2007. Al corridoio verde quale obiettivo specifico di tutela e valorizzazione della costa è funzionalmente connesso il sito San Giovanni in Venere nel Comune di Fossacesia, al quale si applica il regime di protezione proprio delle riserve naturali. A seguito della breve e sommaria introduzione delle peculiarità e ricchezze naturali dell’Abruzzo, si passa all’illustrazione della zona cd.verde dell’area vastese che risulta interessante per la presenza di realtà naturali come la Riserva Naturale del Bosco di Don Venanzio, la Riserva Naturale Regionale Marina di Vasto e la Riserva Naturale di Punta Aderci. Nella zona collinare del vastese, lungo il fiume Sinello della località Crivelle del Comune di Pollutri (Ch), si può ammirare, come già introdotto, il Bosco di Don Venanzio, con estensione pari a circa 78 ettari, caratterizzato dagli ultimi lembi di foresta planiziaria della costa adriatica. Zona integralmente protetta caratterizzata da un unico viale interno, da cui si diramano percorsi attrezzati che consentono d’inoltrarsi nel bosco e raggiungere angoli suggestivi in modo da poter ammirare le specie arboree del mediterraneo, come il Pioppo bianco, il Pioppo nero, la Roverella, la Farnia, gli alberi che raggiungono circa 25 metri di altezza e gli arbusti come l’Edera, il Sanguinello, il Corniolo, il Pungitopo, il Ciglio rosso e altro. La Riserva Naturale Regionale Marina di Vasto, posta a sud del Porto di Vasto, è d’interesse comunitario (SIC) e si estende per circa 60 ettari, dalla spiaggia della Marina di Vasto sino ad arrivare al Giardino Botanico Mediterraneo di San Salvo. L’ambiente è di tipo dunale, con la presenza delle praterie umide che permettono l’attecchimento e fioritura della camomilla di mare e del giglio delle sabbie. La riserva ospita il fratino, piccolo uccello delle dune, il cardellino, il verzellino, il saltimpalo, il becca moschino, il rospo smeraldinor e la testuggine palustre.

La Riserva Naturale di Punta Aderci, posta a nord del Porto di Vasto, ammalia con il suo promontorio roccioso, risultando essere uno dei tratti più suggestivi e spettacolari del litorale abruzzese, alternando spiagge ampie e sabbiose a scogliere naturali con baie e calette di suggestiva bellezza. Punta Aderci è situata su un’ampia insenatura, di circa 285 ettari, che va dalla spiaggia di Punta Penna del Porto di Vasto alla foce del Fiume Sinello, a confine con il Comune di Casalbordino (Ch). Al limite dell’arenile, all’ombra della falesia, si estendono le caratteristiche dune costiere che conferiscono al paesaggio un aspetto selvaggio. I fondali sono ricchi di vongole, telline e granchi mentre la vegetazione è tipicamente mediterranea con il proliferarsi dell’eringio, della gramigna di spiagge, degli sparti, della saline colorata, del ginestrino, del mirto e del giglio marino. Dalla breve descrizione dell’area vastese si continua con quella che interessa la continuazione di tutte quelle aree naturali, poste in direzione del litorale teramano. Risalendo e, seguendo la direzione, da Vasto verso la parte nord della Regione Abruzzo si può ammirare la Riserva Naturale di Lecceta, che si estende dalla foce del fiume Sangro per 175 ettari fino a risalire, circa 115 m di quota, la colline dove si trova il Cimitero di Guerra britannico. La Riserva si caratterizzata per uno dei pochi boschi litoranei Tags dell’Adriatico con Lecci, Roverelle e oltre 400 specie di vegetali e orchidee.

La considerevole presenza delle Testuggine terrestre non può essere tralasciata, dato che l’animale è stato scelto quale elemento identificante logo della riserva, ma come pure i 230 specie di farfalle e i 60 tipi di uccelli che animano il bosco. Continuando sempre il percorso, dirigendosi dalla parte Sud verso Nord, si cita la Riserva Naturale Grotta delle Farfalle di Rocca S. Giovanni, comprensivo di una superficie di 510 ettari nei territori di San Vito Chietino e Rocca San Giovanni. La Riserva tutela una serie di fossati, solcati da brevi tratti di torrenti che scorrono nascosti tra la ricca vegetazione ripariale e alcune grotti naturali che, durante la seconda guerra mondiale, offrirono ai partigiani e sfollati nascondigli sicuri. Proseguendo poi, il percorso e, lasciando alle spalle Rocca S. Giovanni, si può ammirare la Riserva di Punta dell’Acquabella, con estensione pari a una superficie di circa 28 ettari, caratterizzata in una stretta fascia di vegetazione, comprendente alle estremità dell’area il Porto di Ortona fino ad un centinaio di metri a sud della sommità di Punta Acquabella. Dalla sommità della riserva si può ammirare l’acqua limpida che lascia ammirare i fondali di sabbia e ciottoli.

L’ itinerario prosegue verso, l’avvincente e spettacolare costa abruzzese, la suggestiva Riserva naturale Ripari di Giobbe, localizzata a nord di Ortona su una falesia rocciosa sul mare, a ridosso di una caletta nascosta, con ciottoli bianchi e acque cristalline, raggiungibile solo a piede e via mare. Lasciando alle spalle la Riserva di Ripari di Giobbe, seguendo sempre in direzione Nord, si evidenzia la maestosità della Riserva Pineta d’Annunziana, estesa per 53 ettari nella zona meridionale della Città di Pescara. Contiene una notevole varietà di specie floristiche e faunistiche, tipiche della macchia mediterranea. Presente elevata biodiversità con il pino d ’Aleppo, la roverella, l’olmo, il pino marittimo e il pino domestico. La bellissima e suggestiva Area Marina Torre di Cerrano poi, situata sulla costa dell’Adriatico, tra Silvi e Pineto. La Torre di Cerrano è una delle antiche torri costiere del Regno di Napoli, che avevano la funzione di respingere i frequenti attacchi di turchi e saraceni provenienti dal mare. L’area presenta un buon numero di specie animali marine e un discreto contingente di specie vegetali. Nell’ambiente subacqueo è facile imbattersi in svariate specie di pesci e molluschi, tra i quali si menzionano i granchi, le spigole, le sogliole e i saraghi. Sulle dune invece, si rivela la presenza di specie di avifauna particolare e il fratino, raro uccello migratore che arriva in primavera per deporre le uova, fermandosi in spiaggia sino a fine settembre. L’Area Marina è caratterizzata inoltre da una bella e profumata pinetina, rappresentata da Pino d’Alleppo e Pino da Pinoli, che ripara la popolazione del rarissimo Zafferanetto delle spiagge. La sua vitale ricchezza naturale e microclima, particolarmente costituiti da un ambiente unico tra mare e terra, sono a fondamento del riconoscimento della Torre di Cerrano quale Sito d’Interesse Comunitario da parte dell’Unione Europea.

Sul versante della costa abruzzese, si menziona, infine, la Riserva del BorsacchioRoseto (TE), istituita nel 2005, localizzata nel territorio compreso tra Roseto degli Abruzzi e la frazione di Cologna Spiaggia, tra il mare e la collina di Cologna Paese e Montepagano.

 

La riserva evidenzia ancora, la conservazione dei caratteri d’integrità ambientale e paesaggistica dato, che non ancora sono stati intaccati dallo sviluppo insediativo che ha interessato gran parte dei territori della costa adriatica. La Riserva del Borsacchio è caratterizzata da tratti di macchia mediterranea ospitante rare specie di uccelli, tra cui il fratino che denota le caratteristiche della spiaggia pulita e ricca di vegetazione spontanea.

Laura Florani

Commenta con Facebook
Condividi

Cerca

ISCRIVITI E RICEVI LO SCONTO DI BENVENUTO