Ora anche il turismo dell’olio ha la sua legge

Tra le attività di “oleoturismo” verranno contemplate tutte quelle di conoscenza dell’olio d’oliva espletate nel luogo di produzione
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L’ulivo e l’olio hanno un ruolo fondamentale nell’economia di un territorio e dal 1 gennaio 2020, arriva una importante novità in questo settore.

Il turismo dell’olio ha infatti la sua legge. Nei fatti è stato approvato un emendamento con la legge di bilancio 2020 che ha istituito e riconosciuto l’”oleoturismo”.La legge per il comparto dell’olio ha seguito lo stesso iter della nascita, due anni fa il 27 dicembre 2017 n. 205, della legge sull’enoturismo. L’emendamento punta a rafforzare il settore del turismo enogastronomico, ormai considerato asset strategico per la promozione del Made in Italy e dei territori attraverso la valorizzazione di uno dei prodotti più identitari del patrimonio agroalimentare italiano.

 

Nell’emedamento ci sono tre commi che normano per la prima volta l’oleoturismo, termine con cui si indicano, come recita il 5-octies “tutte le attività di conoscenza dell’olio d’oliva espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell’ulivo, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni aziendali dell’olio d’oliva, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito dei luoghi di coltivazione produzione”.

Tra le attività di “oleoturismo” verranno contemplate tutte quelle di conoscenza dell’olio d’oliva espletate nel luogo di produzione e nello specifico:

  • visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell’ulivo
  • degustazione e commercializzazione delle produzioni aziendali dell’olio d’oliva, anche in abbinamento ad altri alimenti
  • iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito dei luoghi di coltivazione e produzione

Il 69% dei turisti italiani desidera prendere parte a una esperienza olio, ma solo il 37% vi ha partecipato nel corso dei viaggi più recenti: un mercato ampio ancora da soddisfare con un’offerta più strutturata.

 

 

Sono dati che sono emersi nel Rapporto ‘La Valorizzazione Turistica dell’Olio’ redatto da Roberta Garibaldi per il 25° anniversario dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio (ANCO).

Secondo lo studio presentato a Siena restituisce un quadro dettagliato delle potenzialità del turismo legato alle produzioni olivicole. Secondo l’autrice “le esperienze a tema olio stanno acquisendo rilevanza all’interno del contesto del turismo. L’olio non è solo un elemento connotante un territorio, ma diviene una potenziale attrazione turistica alla luce del crescente interesse da parte della domanda e il successo degli eventi organizzati dalle Città dell’Olio nel tempo, da Girolio alla Camminata tra gli Olivi, ne sono la dimostrazione”.

 

Sorgenti:

Ora anche il turismo dell’olio ha la sua legge – InformaCibo

Una legge per il turismo dell’olio


 

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